Percorsi…

Dopo una giornata passata in spiaggia, si può anche scegliere La Francesca come base per escursioni interessanti e originali.

Un percorso a grandi linee, che va dal mare alla montagna, in un territorio aspro e selvaggio dove la storia e la memoria rimangono nelle grotte abitate dagli uomini preistorici, nelle architetture dei paesi arroccati sulle cime delle colline, nei palazzi nobiliari e negli antichi cenobi e monasteri ricchi di spiritualità.

Ci si può inoltrare per antiche mulattiere che partono dal Villaggio e s’inerpicano sulle alture della costa, tra i profumi intensi del rosmarino e della macchia mediterranea; scoprire i ruderi di antiche torri, con un suggestivo colpo d’occhio sul mare infinito che ammaliò Ulisse e Palinuro.

Lungomare ScarioAnche il pittoresco paesino di Scario, poco distante, merita una sosta: incanta per il suo lungomare, dove si affacciano nobili palazzi e il rione antico di Sant’Anna.

Si può proseguire con una strada in salita che, tra il verde degli ulivi, conduce a San Giovanni a Piro, che si affaccia sul Golfo, ai piedi del Monte Bulgheria.

 

Santuario PietrasantaInoltrandosi nei suoi intricati vicoli ammiriamo bei palazzi con archi, stemmi e portali in pietra locale; le sue chiese, e poco fuori, l’antico Cenobio. Sopra il paese, arroccato su uno sperone di roccia, il Santuario di Pietrasanta, meta di pellegrinaggi votivi in omaggio a una fonte miracolosa.

Nelle vicinanze una strada lastricata conduce al “Pianoro di Ciolandrea”, suggestiva terrazza che si sporge sul Mar Tirreno e la Calabria; quando il cielo è particolarmente limpido, lo sguardo si spinge fino alle isole Eolie.

Quadro OrtegaSulla strada del ritorno, una deviazione merita il piccolo borgo di Bosco, adagiato su una collina che guarda il mare, noto per essere stato bruciato dai Borboni durante i moti Cilentani del 1828; ma anche perché visse qui, per oltre venti anni, il pittore spagnolo Josè Garcìa Ortega, allievo e amico di Picasso, giunto qui dopo essere stato imprigionato e perseguitato in patria dal franchismo; lascia, a ricordo del sacrificio degli abitanti che avevano combattuto per la libertà, un bellissimo murale in ceramica. Nel Museo “Casa Ortega” sono esposte molte sue opere.

 

In lontananza, come un presepe, Roccagloriosa, paese di origini antichissime, adagiata sui Monti Capitenali. Poco fuori dall’abitato la citta Osca di Leo, IV – V secolo A.C., con i resti di una vasta necropoli; importanti corredi funebri sono esposti nei due piccoli musei.

Con un tuffo nel verde giungiamo all’Oasi del WWF di Morigerati, paesino di origine medioevale; il paesaggio degli ulivi lascia il posto a boschi di lecci e castagni. Qui un paesaggio quasi lunare, scavato da corsi d’acqua impetuosi e gole profonde, ci conduce al più grande inghiottitoio d’Europa, quello del fiume Bussento, che scorre sotterraneo per 6 km.

Più a nord lo stesso fenomeno carsico si manifesta in tutta la sua bellezza nelle imponenti gallerie delle Grotte di Pertosa e Castelcivita.

San SeverinoTornando a ritroso, una moderna superstrada conduce verso Marina di Camerota e Palinuro, famose per le loro bellezze naturali, con tratti di costa ricchi di innumerevoli grotte che si alternano a grandi spiagge di sabbia dorata, dove il mito e la leggenda si confondono.

Prima di arrivare al mare, aggrappato alla roccia, il paesino abbandonato di San Severino di Centola, con il suo castello e le case diroccate che ci riportano alla vita di un tempo passato.

 

Porta Rosa VeliaTestimonianze di quanto questa terra era legata all’epoca greca le troviamo nei siti archeologici di Elea-Velia, fondata dai Focei, dell’Asia Minore, importante per la sua scuola filosofica e medica.
In questo luogo suggestivo restano la celebre Porta Rosa, il teatro, il pozzo sacro, l’acropoli e le fondamenta di molte case.

Ori di rocca museoSpingendosi poco più a nord, troviamo Paestum, ricca e fiorente città fondata dai Greci con il nome di Poseidonia, con i suoi monumentali templi dorici ben conservati e circondati da un’imponente cinta muraria.
Un ricco museo documenta le trasformazioni della città e ricostruisce la storia della sua scoperta.

 

La-Certosa-di-PadulaDa non tralasciare, con un viaggio di tre quarti d’ora di macchina, il Vallo di Diano, con due importanti siti: la Certosa di San Lorenzo a Padula, uno dei monasteri più grandi del mondo, fondata dai monaci benedettini, imponente per la sua estensione, l’architettura e i suoi tesori artistici; teggianoe lo stupendo borgo di Teggiano, col Castello dei Principi di Sanseverino (IX – XII secolo) e le sue antiche chiese, che spaziano dal IX al XIV secolo.

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