Sembra banale parlare dei guai del traffico a chi è soffocato dallo smog per gran parte dell'anno.
Spesso il turismo tende a ricreare gli ambienti tipici della città anche nelle realtà più amene, e a esportare i lati peggiori della nostra società; basta pensare a un luogo stupendo come Cortina soffocato dallo smog.
Abbiamo studiato La Francesca in modo da fornire ai nostri ospiti il modo di sfuggire all'automobile.
Chi arriva in treno può tranquillamente trascorrere tutto il suo soggiorno senza avere problemi; ma anche chi arriva in macchina potrebbe utilizzarla solo per l'arrivo e la partenza, dopo averla parcheggiata all'ombra degli alberi.
La strada d'accesso, oggi dedicata a Gloria De Poli, è stata realizzata dalla Francesca cercando di minimizzare l'impatto ambientale.
Il bosco oggi l'ha praticamente inghiottita, tanto da renderla invisibile dall'esterno; notate il "tunnel" verde che vi accoglie appena varcato il cancello.
Il nostro sforzo per ridurre al massimo l'area interessata dalla strada ha purtroppo prodotto la sua ripidità; siamo perfettamente coscienti che la prima rampa ha una pendenza eccessiva; ma per ridurla avremmo dovuto ferire profondamente la punta Garagliano.
Per andare al mare non occorre attraversare strade; per noi è normale, ma è una realtà decisamente poco comune.
Le macchine non attraversano il Villaggio; un po' di fatica in più quando si arriva e si parte, per trasportare i bagagli; ma poi un vantaggio eccezionale, di cui si giovano soprattutto i bambini, che non corrono pericoli.
Le macchine lontane dalla zona abitata sono comunque un vantaggio per tutti, anche in termini di rumore e di emissioni.
La realizzazione di un parcheggio provoca spesso due tipi di danno all'ambiente: l'eliminazione degli ostacoli al movimento delle auto (quali gli alberi) e l'impermeabilizzazione del suolo con l'asfalto. Inoltre la creazione di ampie aree pianeggianti altera la morfologia del luogo.
Noi abbiamo seguito una strada diversa: non abbiamo spianato nulla, non abbiamo impermeabilizzato il terreno, abbiamo sfruttato gli alberi per mantenere ombreggiati gli spazi.
Il risultato è un parcheggio forse un po' disordinato, ma sufficiente per tutti, che non ha provocato danni irreparabili all'area utilizzata.
E quando le auto se ne vanno, la natura si riappropria del luogo, con un prato ricco di fiori ed animali.
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