"La natura, che una volta dominava incontrastata, è oggi confinata in pochi ultimi spazi all'interno dei quali le specie animali e vegetali, sopravvissute agli sconvolgimenti prodotti dall'uomo sul territorio, trovano ancora le condizioni sufficienti per continuare a sopravvivere.
Sono piccole isole in mezzo al mare delle attività umane dove flora, quale la Primula di Palinuro, la Stella alpina, la Pianella della Madonna, l'Abete delle Nebrodi, il Pino loricato e fauna, quale l'Orso bruno marsicano, l'Aquila reale, la Foca monaca, il Lupo, la Lontra ancora si riproducono; la loro sopravvivenza è però minacciata. L'assalto continuo dell'uomo al loro già limitato territorio, l'isolamento e la frammentazione degli habitat minacciano seriamente la loro esistenza".
Comincia così la descrizione di uno dei più importanti interventi di conservazione: l'inventario "Bioitaly" "delle ultime isole di natura dove salvare i naufraghi di un pianeta che un tempo conciliava presenza umana e diversità della natura".
La Francesca è parte integrante del Sito IT8050040 di BioItaly, tra le "Rupi costiere della Costa degli Infreschi e della Masseta". E altri due siti confinano praticamente con l'area del Villaggio.
Il nostro motto è: un bosco sul mare. Il bosco esisteva molto prima della Francesca; il nostro merito è di averlo conservato al meglio, rispettando sia la flora che la fauna. E chi viene alla Francesca se ne rende subito conto.
Tutti gli interventi che abbiamo fatto e che faremo vogliono rispettare questa nostra preziosa condizione.
Abbiamo già parlato della nostra scelta di non recidere gli alberi di alto fusto, e di mantenere il bosco nelle sue condizioni ottimali.
Chi arriva alla Francesca è immediatamente accolto dal gigantesco olivo plurisecolare che perfora il tetto della direzione; questo provoca, quando piove molto, qualche piccola infiltrazione, mentre le radici hanno sollevato qualche piastrella; ma quell'ulivo è uno dei nostri simboli, e accettiamo volentieri qualche goccia d'acqua, sapendo che abbiamo salvato una pianta eccezionale.
Negli ultimi anni abbiamo anche preso l'impegno di rinatulizzare la vegetazione, eliminando in primo luogo le piante non locali, che per ragioni varie erano state piantate in passato.
Ad esempio per il consolidamento delle scarpate lungo la strada abbiamo sostituito gli eucalipti lungo la strada con le ginestre.
Si tratta di un lavoro delicato, ma importante, che stiamo portando avanti con la dovuta attenzione.
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Sulla punta Garagliano infatti è presente una tipica macchia bassa mediterranea; il microclima non è quello del Villaggio, la terra è poca e l'insolazione alta; qualsiasi intervento potrebbe danneggiare un ambiente particolarmente bello e delicato. Ecco un elenco parziale delle piante che potete trovare alla Francesca: |
finocchio di mare (Crithmum maritimum); primula di Palinuro (Primula palinuri, molto rara); garofanino rupestre (Dianthus rupicola); statice (Limonium sp.); iberis rifiorente (Iberis semperflorens); camedrio bianco (Prasius majus); rosmarino (Rosmarinus officinalis); lentisco (Pistacia lentiscus); mirto (Myrtus communis); euforbia arborea (Euphorbia dendroides); leccio (Quercus ilex); carrubo (Ceratonia siliqua); ginestra odorosa (Spartium junceum); ginestra del Gasparrini (Genista ephedroides); sabina (Juniperus phoenicea); giglio di mare (Pancratium maritimum); quercia da sughero (Quercus suber); fillirea (Phillirea latifolia); stracciabrache (Smilax aspera); rovo (Rubus); cerro; timo (Thymus capitatus); erica (Erica multiflora); cisto (Cistus salvifolius, incanatus,monspeliensis, creticus); olivastro (Olea europea); roverella (Quercus pubescens); corbezzolo.
Se tornando alla Francesca trovate che un albero è stato tagliato, non pensate che siamo in contraddizione con quanto abbiamo appena affermato: un bosco, per vivere bene, deve anche essere coltivato.
Ogni azione per questa coltivazione richiede potature (che poi non si vedono, perché la pianta ricaccia meglio di prima), ma talvolta anche tagli di alberi malati o che, per l'eccessiva vicinanza con gli altri, potrebbero limitare lo sviluppo di tutti.
Un bosco fitto e naturale è l'ideale casa per un enorme numero di animali; innumerevoli sono le specie di uccelli. Tra quelli osservati si possono segnalare:
occhiocotto (Sylvia melanocephala); capinera (Sylvia cantillans); usignolo (Luscinia megarhyncos); upupa (Upupa epos); rigogoli (Oriolus oriolus); cuculi (Cuculus canorus); gruccione (Merops apiaster); codirosso (Phoenicurus phoenicurus); saltimpali (Saxicola torquata); tortora (streptopelia turtur); culbianco (Oenanthe oenanthe); stiaccino (Saxicola rubetra); corvo imperiale (Corvus corax); passero solitario (Monticola solitarius); rondone maggiore (Apus apus); rondone pallido (Apus pallidus); gabbiano reale (Larus argenteus); gabbiano comune (Larus ridibundus); merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), falco pellegrino (Falco peregrinus), poiana (Buteo buteo), succiacapre (Caprimulgus europaeus), tottavilla (Lullula arborea), calandro (Anthus campestris), averla piccola (Lanius collurio)
e moltissimi altri che sarebbe troppo lungo elencare. Frequenti sono anche i rapaci notturni, quali l'allocco (Strix aluco), il barbagianni (Tyto alba), il gufo comune (Asio otus) e altri ancora.
Anche i mammiferi sono numerosi e ben assortiti.
Se la sera uscite lungo i viali potrete sentire un pigolio provenire da sopra gli alberi: non sono uccelli, ma i moscardini e i ghiri, roditori notturni che vivono sopra gli alberi. Difficilmente li potrete vedere (sono molto timidi), ma certamente li potete sentire; qualche volta troviamo i nidi e i rifugi nei quali si riparano quando vanno in letargo.
Ma anche la martora e la faina fanno spesso la loro comparsa, e possono talvolta essere osservate anche dalle casette. E nel bosco in alto sono state osservate anche le tracce del tasso e di lepri.
Un ambiente così ben conservato, e la presenza di grandi quantità di potenziale cibo (ghiande, carrube, olive e altro) si presterebbero ovviamente a uno sviluppo dei roditori; e se quelli arborei, quali i ghiri e gli scoiattoli sono simpatici e graditi, molto meno piacevole sarebbe la presenza di topi e affini. Ma alla Francesca li abbiamo eliminati con due provvedimenti, entrambi rispettosi dell'ambiente.
Il primo è quello del completo controllo dei rifiuti abbandonati; ne abbiamo già parlato, ma l'attenzione e la precisione con cui questi vengono eliminati sono fondamentali. In questo senso chiediamo la massima collaborazione ai nostri ospiti, perché non lascino rifiuti abbandonati.
Gli egiziani chiamarono Bast(et) la dea-gatto; era un animale sacro e prezioso, perché uccideva i topi e non mangiava il grano.
Abbiamo imparato dagli egiziani, e manteniamo una numerosa tribù di gatti; ben nutriti e ben inseriti nel contesto della Francesca, i nostri gatti circolano liberamente tra le case.
Noi li ricompensiamo con grandi quantità di cibo (c'è un addetto che li alimenta anche nelle domeniche invernali), loro fanno scrupolosamente il loro lavoro. Attaccano i topi a terra, e lasciano vivere e prosperare gli animaletti che vivono sugli alberi.
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